ha qualcosa a che vedere con l'editore?
Canto Terzo
1932
Incide le rughe segrete
Della nostra infelice maschera
La beffa infinita dei padri.
Tu, nella luce fonda,
O confuso silenzio,
Insisti come le cicale irose.
( Giuseppe Ungaretti,
Sentimento del tempo,
La morte mediata)
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Non costretto a giurare fedeltà a nessun maestro
dovunque mi porta il tempo, come ospite mi lascio portare.
Ora divento attivo e m’immergo nelle tempeste politiche,
custode della vera virtù e rigido seguace;
ora senza che mi accorga, scivolo nelle dottrine di Aristippo,
e tento di sottomettere a me le cose, non me alle cose.
(Orazio; Epistola programmatica. I 1, vv. 14-19)
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Quando ami un uomo, puoi esser sopraffatta dal suo stile più che dalla forma, oppure dalla forma stessa come (o quando è) espressione del suo stile.
Puoi stare attenta ai suoi gesti e renderti conto che non sai nulla di lui e, quando egli ti sfugge, pensi non abbia i tuoi tempi, pensi che gli spetti un’altra strada , allora tieni in serbo il sentimento, in un antro di silenzio e puoi amarlo da donna, da amante muta, puoi amarlo da amica presente solo a tratti o puoi amarlo da madre, ma io direi: puoi amarlo come l'Uomo la Natura! Ma non puoi ignorare quella passione indicibile che ti porta ad osservarlo nella vita di tutti i giorni; ad amare l’amore che nutre per la sua stessa vita e i suoi interessi, fino a quando l’amore si mescola e si trasforma e diventa desiderio e, la vista, ormai senza argini, scruta il sangue che gli scorre nelle vene, nascosto: e pensi sia traditore il foglio stesso su cui scrivi, come fosse un vetro trasparente esposto ad occhi indiscreti… ed il desiderio che intanto si spande e dilaga dalle viscere fino al cuore e poi alla mente, diventa nemico e complice e, il silenzio: solo il punto limite d’ascesi senza alcun approdo....... (M.M.B.)
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(.....)
tu, mio spirito, ti muovi con agilità
e, come buon nuotatore che gode fra le onde,
allegro solchi la profonda immensità,
(........)
Fuggi lontano dai morbosi miasmi,
vola a purificarti nell'aria, più alta,
e bevi, come un puro liquido divino,
il fuoco chiaro che colma spazi limpidi.
Felice chi con ali vigorose,
Le spalle alla noia e a vasti affanni
che opprimono col peso la nebbiosa vita,
si eleva verso campi sereni e luminosi!
Felice chi lancia i pensieri come allodole
in libero volo verso cieli nel mattino!
Felice chi, semplice si libra sulla vita e intende
il linguaggio dei fiori e delle cose mute.
(Charles Baudelaire,
Elevation)
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Il vento che stasera suona attento
- ricorda un forte scotere di lame -
gli strumenti dei fitti alberi e spazza
l'orizzonte di rame
dove strisce di luce si protendono
come aquiloni al cielo che rimbomba
(Nuvole in viaggio, chiari
reami di lassù! D'alti Eldoradi
malchiuse porte!)
e il mare che scaglia a scaglia,
livido, muta colore,
lancia a terra una tromba
di schiume intorte;
il vento che nasce e muore
nell'ora che lenta s'annera
suonasse te pure stasera
scordato strumento,
cuore.
(Montale,
Corno Inglese)
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Quando ami una cosa, la scruti nei suoi movimenti, e non è il movimento stesso che ami, ma quel che lo conduce...(M.M.B.)
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"Sto male ovunque, e ovunque sto bene: non desidero nulla, non chiedo nulla. Sarebbe meglio che me ne andassi." (Goethe)